Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for marzo 2016

“Ogni uomo è mio fratello” fu il messaggio lanciato da Papa Paolo VI in occasione della Giornata della Pace del 1971. Nulla di più attuale, in un mondo globalizzato ma mai come adesso diviso. Un mondo che sta radicalizzando le sue diversità, piuttosto che renderle disponibili come risorse: diversità razziali, economiche, sociali, politiche, religiose. Ciascuno pensa a salvaguardare le proprie, pensando che le altrui gli siano ostili. E le risposte di egoismo e di chiusura sono le reazioni uguali e contrarie ai fondamentalismi terroristici. Così si spiegano le disuguali reazioni agli avvenimenti atroci che avvengono, a seconda della latitudine o longitudine geografica, che sole possono essere colmate dall’applicazione di questo semplice assioma che parte dal cristianesimo, ma che dovrebbe coinvolgere tutte le culture: “Ogni uomo è mio fratello”.

Annunci

Read Full Post »

Pasqua

La pietra del sepolcro è venuta meno, e con essa le angosce e le paure dell’uomo. Colui che ci rivela l’amore del Padre è vivo, e la speranza di un mondo più umano rinasce nel cuore di tutti gli uomini amati dal Signore. La dinamica pasquale ha un solo verso: dalla morte alla vita, dalla paura al coraggio, dalla schiavitù alla libertà; per tutti, nessuno escluso. Non si torna indietro, per nessuno: la pietra può soltanto tornare a chiudere un sepolcro ormai vuoto. Buona Pasqua per tutti!

Read Full Post »

La spada di Pietro

“Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: “Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?”.

Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono».

Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

Tre brani successivi della Passione di Cristo secondo Giovanni. Quasi mai la violenza è accompagnata dal coraggio. Ce lo dimostra il comportamento di Pietro. Usa violenza contro un subalterno del sommo sacerdote, dichiara di non conoscere Gesù alla portinaia e al parente della sua vittima. Fa da contrappeso la mitezza di Cristo e la sua dignità nel sostenere la prova suprema della croce, culmine della sua missione di salvezza, manifestazione vera di coraggio.

Read Full Post »

La storia procede apparentemente a sbalzi: a lunghi periodi di staticità seguono improvvise accelerazioni. Anche la storia della Chiesa non è immune da tale regola. Inaspettatamente, ciò che sembrava confinato per decenni nel segreto desiderio di pochi “profeti” si realizza al più alto vertice nel giro di pochi mesi.
Nessuna qualifica più puntuale che “pontefice”, per Papa Francesco: costruttore di ponti, artefice di dialogo, portatore di misericordia. Demolitore di “dogane”, smitizzatore di ipocrisie, cercatore di persone. Decentratore di strutture, valorizzatore delle periferie: dell’uomo, della società, della storia. Semplificatore dei rapporti, distruttore delle apparenze e degli orpelli.
Tutto ciò, in lui, nasce da un quotidiano contatto con il Signore.
Imitarlo non significa avere la croce pettorale di ferro anziché d’oro, o pranzare una volta l’anno alla mensa della Caritas, o organizzare “giornate” sull’accoglienza, dimenticando l’esigenza urgente, spirituale o materiale, di chi chiede qualcosa dietro la propria porta; ma attingere alla Parola, da cui trarre giorno per giorno le motivazioni per il proprio agire.
Questa “rivoluzione” il Papa richiede, con il suo ricchissimo Magistero pieno di gesti concreti, anzitutto al clero, appesantito spesso ancora dai suoi stessi “legacci” pregni di pettegolezzo, di carrierismo e di farisaismo. La giornata del sacerdote è, guarda caso, il giovedì santo, quello della lavanda dei piedi e della donazione totale di sè di Cristo nell’Eucaristia: la sola rivoluzione che porta ad una vera trasformazione personale, ecclesiale e sociale.
È il desiderio umile, ma fermo, di tanti laici cristiani in preghiera e in attesa.

Read Full Post »