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Archive for maggio 2012

Brindisi

Mai avrei potuto anche minimamente concepire un atto terroristico contro una scuola, in Italia. Sì, abbiamo avuto notizia, in altre parti del mondo, di folli che fanno strage di studenti, e finiscono suicidi, o arrestati; di attentati ad edifici religiosi, che tradiscono l’arcaica concezione di una fede che divide, che isola, che contrappone. Ma un attentato così vile non è paragonabile, nella sua concezione, nemmeno a quello delle torri gemelle: anche lì vittime innocenti, e a migliaia, spaventoso nelle proporzioni, riconducibile però ad una ideologia stravolta ma coerente, ad un odio “mirato” contro improbabili avversari. In questo attentato di Brindisi c’è la viltà (mano che lancia il sasso e si nasconde), la consapevolezza dell’innocenza delle persone da colpire, la volontà di ingenerare una paura “nuova”, mai provata: quella di  portare i nostri figli a scuola, di promuoverli culturalmente, di farli diventare sempre più consapevoli della vita e del loro destino; di farli “pensare” con la loro testa, di ribellarsi con strumenti adeguati al sopruso e alla violenza. E’ per questo, che con Vendola, definisco “nazista” questo episodio; perchè del nazismo ha i connotati, tutti. E’ l’equivalente spaventosamente più sanguinoso del bruciare i libri in piazza; è l’equivalente della discriminazione a qualsiasi livello e delle conseguenti deportazioni. E’ la negazione della cultura come dimensione fondamentale dell’essere umano, come strumento di crescita e di consapevolezza. E’ il modo peggiore di castrare una nazione; è il culmine della società che ci siamo costruita, è la conseguenza diretta di una informazione che ogni giorno ci parla sempre più di borse e di bund e sempre meno di pensiero e di progetti.

Necessita pertanto una chiamata a raccolta di “nuovi partigiani”, culturalmente motivati, per una rinnovata resistenza a questa barbarie.

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