Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2016

Le orge dei dissoluti

“Le orge dei dissoluti”: così vengono definite dal profeta Amos le vite di coloro che, arricchitisi col sudore e col sangue dei poveri, pensano soltanto ai loro piaceri, e ad aumentare le loro ricchezze. Il Vangelo di questa domenica, quello del ricco epulone e del povero Lazzaro, rincara la dose, e promette un’inversione del destino eterno di questi due uomini, rispetto alla condizione attuale. C’è nel Vangelo, cioè, una presa di posizione netta di Gesù Cristo nei riguardi della distribuzione dei beni terreni: una posizione che si schiera inequivocabilmente dalla parte del povero. Il cristiano è interpellato, anche politicamente, soprattutto se laico, su questa posizione così radicale; non può tergiversare nelle sue scelte, non può nascondersi dietro paraventi di perbenismo o di legalismo, che risuonano falsi di fronte alla drammaticità degli eventi umani, personali e sociali, cui oggi assistiamo. Ciascuno di noi, nel suo piccolo, partecipa alla sua piccola “orgia”: quando dimentica il fratello per perseguire le sue mire, che possono essere anche nobili e dignitose, anche legalmente ineccepibili, ma sempre secondarie rispetto ai bisogni primari del prossimo. L’educazione della coscienza, su questo versante, previene “corti circuiti” giustizialisti o dall’altro lato razzisti, avviando il cristiano impegnato nella politica, in qualsiasi ambito di partito, ad un serio esame di coscienza personale, ad un impegno educativo concreto sui valori, alla capacità di assumere con trasparenza gli impegni della sua azione. È ciò a prescindere dalla scelta partitica, che può e deve essere libera da vincoli di interesse ed esclusivamente coerente con i fondamenti ideologici e morali del suo agire. Nell’ambito delle proprie scelte, il cristiano non dovrà supinamente conformarsi a slogan o programmazioni precostituite, ma invece dovrà essere critico ed insieme propositivo. Non dovrebbero esistere, per il cristiano, partiti del “no” o del “sì” aprioristici; il cristiano, evangelicamente, dirà “sì, sì”, “no, no” quando c’è da dirli, secondo la propria scelta consapevole e non secondo le direttive dei potentati, da qualsiasi parte provengano: finanziari, lobbistici, mass-mediologici.
Infine, la scelta dei poveri, che ai cristiani indicano il Vangelo e il Papa, può essere una scelta condivisa con quanti, “diversamente” credenti, possono confluirvi. E allora sarà nella dialettica democratica la piattaforma di incontro e la convergenza dell’azione.
Dai cristiani, è dunque indispensabile “un supplemento di amore” (V. Bachelet) per costruire “la civiltà dell’amore” (Paolo VI).

Annunci

Read Full Post »