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Archive for dicembre 2016

Tempo di Natale

Rivendico, da cristiano, il “copyright” del Natale. Sì, il Natale è di Gesù Cristo, collocato in un preciso periodo temporale, in un ben identificato contesto storico-geografico. È anzitutto la storia di una coppia, che, considerata straniera ma in realtà originaria della zona di Gerusalemme, ha dovuto far nascere il bambino che la donna portava in grembo nella periferia di Betlemme, in una stalla trovata come estremo rifugio. Un contesto di precarietà estrema, prima che di povertà, che la fa somigliare tanto alla condizione dell’uomo di tutti i tempi.
Da cristiano, credo che questo bambino sia il figlio di Dio, la manifestazione dell'”abbassamento” dell’Onnipotente, della vicinanza ricercata dal Padre. E sia segno di una partecipazione di Dio alla vicenda dell’uomo.
Per questo, nonostante la iniziale rivendicazione di esclusività, questo bambino non è soltanto dei cristiani, è di tutti. Perché porta con sè il DNA di Dio, e lo partecipa a tutti gli uomini. Ai cristiani anzitutto, che credono in lui, ma a tutti. Perchè il DNA di Dio è lo Spirito “soffiato” ad Adamo, prima che manifestato in Cristo. Ed è uno spirito di bontà, bellezza, conoscenza, fratellanza, eguaglianza in dignità, libertà: valori che possono essere da tutti riconosciuti come “umani”, oltre che dai credenti anche come divini. È questo intreccio di divinità e di umanità che caratterizza il Natale: la primogenitura di Cristo comporta un coinvolgimento di tutti. E comporta anche la condivisione dell’azione volta a ricercare e perseguire questi valori comuni. Diversi, senz’altro, dalle sdolcinature di un neo paganesimo consumistico; espressione invece del Dio fatto carne nella stalla di Betlemme.

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