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Archive for novembre 2017

Il Dio “relativo”

Quando si pensi all’idea di Dio, si associa immediatamente al concetto di “assoluto”. Ciò chiaramente richiede comportamenti conseguenti: un culto di offerte, sacrifici, prescrizioni, regole, riti, liturgie. Già nell’Antico Testamento il Dio d’Israele comincia a stravolgere questa idea di Dio-padrone che richiede per sè tutta l’attenzione dell’uomo. Ma è con Gesù Cristo che l’Assoluto diventa pienamente “relativo”, cioè che la fissità dell’Essere diventa dinamicità di relazione, che coinvolge il prossimo. Il “tesoro” della divinità non è più considerato “geloso”, ma “partecipato” dal Figlio all’uomo; e il culto di Dio diviene l’amore per se stessi e per l’altro, soprattutto per il più disagiato. I due principali “comandamenti”, di cui si parla nel Vangelo di domenica scorsa: “ama Dio, ama il tuo prossimo come te stesso” costituiscono così la Rivelazione di un Dio “relazione”, prima che un unico precetto etico: l’attenzione al fratello si trasforma da concessione filantropica nell’esigenza di riconoscere e onorare il Dio che ci ha creati ed amati entrambi.
I Santi sono segno di questo Dio “in relazione”, ed esprimono nel contempo l’esigenza dell’Assoluto che è nell’uomo, in ogni uomo. Sono appunto immagine di questo incontro tra l’umano e il divino, in cui anche noi, in quanto chiamati alla santitá, siamo coinvolti, in un’unica esperienza che comprende la terra e il “dopo”. La “comunione dei Santi”, elemento fondamentale del nostro Credo, “risucchia” in un infinito abbraccio anche coloro che ci hanno preceduti nel passaggio alla vita “oltre la morte”.

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