Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for agosto 2013

“E’ importante formare la coscienza dei giovani attraverso tutte le istanze di valore autentico della persona (silenzio, preghiera, raccoglimento, riflessione…). Le istanze di massificazione, di frastuono, di considerazione anonima della persona, invece, ottundono la coscienza, impediscono di prendere coscienza di sé, escludono la possibilità di sentirsi e ascoltarsi.

Noi siamo a una svolta della civiltà occidentale e della civiltà mondiale in cui l’avvenire sarà nella chiarezza delle coscienze.

Ho sovente ripetuto che il futuro del mondo è nella interiorità. Infatti, poiché il futuro sarà sempre più affidato alle informazioni, alla buona gestione delle informazioni, e poiché tutte le decisioni umane saranno prese a partire da scelte sempre più coscienti e capaci di programmare il futuro, la sorte di questo futuro sarà nella coscienza, nell’interiorità, nella capacità di riconoscere il valore.

Se un tempo si poteva pensare di guidare le masse con slogan generici, di poterle tenere sottomesse semplicemente con delle imposizioni, oggi abbiamo visto il crollo di sistemi che duravano da decenni; la gente ha ritrovato il senso della libertà, della propria entità e si è ribellata a delle imposizioni puramente esteriori.

Dunque, tutto ciò che migliora l’uomo in forma permanente deve passare per la convinzione interiore, per la coscienza, che si educa, ripeto, attraverso momenti di silenzio, di raccoglimento, di riflessione, e con tutti quei rapporti umani in cui prevalgono la ragionevolezza, l’atteggiamento di vera stima della persona, la promozione dei valori e, da parte di chi esige tali comportamenti, la coerenza, la fedeltà, la lealtà. La coscienza si propaga per contagio. Attraverso personalità di forte coscienza vengono formate persone di coscienza.”

                                                                   Card. Carlo Maria Martini

((Ritrovare se stessi. C’è un momento dell’anno per fermarsi e cercare –      Centro Ambrosiano Edizioni Piemme)

Annunci

Read Full Post »

Lo “sconzajoco”

 

Quel ragazzo, il più ricco di tutti noi, metteva a disposizione sempre il suo pallone, per giocare tutti insieme nel campetto sotto casa. Non era nemmeno bravo, ma quel pallone di cuoio, regolamentare, era ritenuto da tutti noi indispensabile, e così gli consentivamo di “toccare”, all’inizio di ogni partita, per scegliersi i compagni. E di solito gli lasciavamo “passare” anche dei falli, pur di continuare a giocare. Ma quel giorno la fece grossa. Si posizionò in netto fuorigioco, ricevette chissà come un lancio alto, mise in rete il pallone con il braccio. Esultò subito, e con lui alcuni della sua squadra. La squadra avversaria, e in verità anche alcuni dei suoi, era tutta a reclamare l’annullamento del goal.

A questo punto, Silvio (era questo il nome del ragazzo) prese il pallone e lo portò via, fra le proteste di tutti.

Alcuni suoi “fedelissimi” si allontanarono con lui, altri rimasero, tutti eravamo indecisi se richiamarlo convalidandogli il gol e riprendendo la partita, oppure se mandarlo definitivamente a quel paese.

D’un tratto, si fece avanti un bambino, più piccolo di noi, con un pallone di plastica…. provammo a palleggiare, funzionava…. riprendemmo la partita, pentendoci di aver concesso per tanto tempo a quel “pallone gonfiato” tanti bocconi amari, tante regole violate, tante partite perse.

Read Full Post »