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Archive for settembre 2014

Il Sinodo indetto da Papa Francesco sul tema della famiglia ha posto al centro della attenzione della Chiesa una delle realtà più importanti della sua vita comunitaria, e ha finalmente messo in moto un nuovo metodo di lavoro, quello della consultazione delle Chiese locali, non soltanto a livello gerarchico, ma anche a livello laicale. Consultazioni che nel passato erano puramente “formali”, riservate ai più alti livelli del clero e ai laici più “allineati”, adesso sono state estese e partecipate alle comunità più periferiche. E sono inevitabilmente emersi “nodi” importanti, che riguardano tutta la tematica familiare ma che si concentrano su alcune discussioni, che riguardano, ad esempio, la concessione del sacramento dell’eucaristia a separati o divorziati.
Cinque cardinali hanno pubblicato un testo di “richiamo” alla tradizione canonica e alla disciplina ecclesiastica, rammentando la stretta interconnessione di tali norme con la Scrittura e pertanto la intangibilità delle stesse. Dall’altra parte, si mettono avanti delle esigenze pastorali più avanzate, che permetterebbero, in una casistica più o meno ampia, ai soggetti in questione ad accedere al sacramento dell’eucaristia.
In questo sfondo, emergono alcune considerazioni:
1. Fondamento della Scrittura è la misericordia di Dio e lo stato di “peccato” dell’uomo, che quindi non è legato a questa o a quell’azione, ma lo coinvolge in pieno in quanto sperimentatore del proprio limite. In questo, il Magistero di Papa Francesco è chiaro, e la sua azione pastorale lampante: siamo tutti peccatori, e pertanto bisognosi della misericordia di Dio, che non dobbiamo stancarci di invocare. Dio si è coinvolto in pieno nell’insufficienza dell’uomo, facendosi “peccato” in Gesù Cristo: la comunione con Lui non riguarda pertanto alcuni eletti, ma tutti gli uomini in quanto peccatori, certamente in un percorso di penitenza e di conversione.
2. L’Eucaristia è il culmine della comunione dell’uomo con Dio, non dell’uomo “pulitino” e vestito a festa, ma dell’uomo sporco dei suoi peccati. Il Vangelo è pieno di questi episodi. Cristo accetta la Samaritana, come il pubblicano, come la prostituta, così come sono, non attendendo che ripuliscano la loro vita (il cambiamento è semmai una conseguenza, e non il presupposto), ma abbracciandoli e sporcandosi di fango con loro.
3. Il cammino della Chiesa è nella storia, e dalla storia mutua errori e progressi. Fermo restando il cuore del messaggio cristiano, la sua proposizione varia coi i tempi. Altro è il Vangelo, altro la disciplina della Chiesa, le cui regole possono cambiare nel tempo. Immutabili sono Dio misericordioso e l’uomo peccatore. Mutabili sono modi con cui la Chiesa annunzia queste verità e le rende comprensibili.
4. L’attuale concessione dell’Eucaristia al separato che non fa sesso è un concentrato di ipocrisia e di superficialità: quando si vive l’amore coniugale, coloro che si amano veramente sanno bene che in questo amore non si può separare sesso da affetto, aiuto reciproco da tenerezza, e che soltanto una morale sessuofobica e “arraggiata” fa considerare a parte della gerarchia ecclesiastica il sesso come la sola componente di una relazione d’amore e quindi l’unico elemento ostacolo all’ammissione al sacramento.
5. Non è in discussione l’indissolubilità di un matrimonio, realmente vissuto come sacramento, nella concessione dell’eucaristia a coloro che, nella loro coscienza rettamente coltivata, hanno sperimentato il fallimento e la sconfitta. La Chiesa deve continuare ad educare i fidanzati al Sacramento del Matrimonio indissolubile, come valore fondato sul Vangelo, deve continuare a portarlo a modello fondante della società, ma deve anche considerare la fallibilità dell’uomo e guardare con attenzione e rispetto altri percorsi. Gesù Cristo è anche accanto a coloro che percorrono strade più tortuose.

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