Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for novembre 2012

Una citazione

I laici,
non pensino però
che i loro vescovi siano sempre esperti
a tal punto che, ad ogni nuovo problema che sorge,
anche a quelli gravi,
essi possano avere pronta una soluzione concreta,
o che proprio a questo li chiami la loro missione;


assumano invece essi,
piuttosto,
la propria responsabilità,


alla luce della sapienza cristiana,
facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero.

Ho letto e riletto questa semplice affermazione, stringata, logica, e mi è sembrata più che mai adatta a stimolare una riflessione: che cosa è chiesto alla Gerarchia della Chiesa, oggi? Dare risposte a domande non fatte, entrare a gamba tesa su ogni possibile questione, anche la più opinabile, trattare i fedeli come bambini irresponsabili, oppure annunziare Gesù Cristo e il Vangelo, lasciando alla coscienza dei laici, maturata e guidata dalla Parola, dalla preghiera e dall’ascolto della Chiesa e del mondo, la risposta alle domande concrete della storia?

Per completezza, ne riporto l’autore:

                                                                                                       Paolo VI

Annunci

Read Full Post »

Per riprendere le riflessioni da lungo tempo interrotte, nulla di più opportuno che lo spunto del Vangelo di oggi. Riguarda il colloquio di Gesù con lo Scriba, che gli chiede quale sia il più grande comandamento della Legge.

Marco 12,28-34

28 Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29 Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; 30 amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 31 E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi». 32 Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; 33 amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici». 34 Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Gesù usa la maieutica per suscitare nello Scriba la risposta, e la sua diretta conseguenza: “val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”; conferma soltanto che questa è la strada per raggiungere il Regno.

A commento di questo brano riporto soltanto alcune riflessioni di don Primo Mazzolari, che nel suo libro “La più bella avventura” (che fu pubblicato e quasi immediatamente ritirato dal commercio nel 1935 per disposizione dell’autorità ecclesiastica di allora) parla di alcuni atteggiamenti che si riferiscono al rapporto fra legge e cristianesimo:

“Cristo non entra nella legge. Gli uomini, che l’hanno voluto contemplare in un articolo di codice forse si sono dimenticati di quanto egli sopravanzava le cose nostre pure nella sua ineffabile umanità”.

“C’è troppa gente buona che ha la passione del non fare, la quale è in stretto rapporto alla maniera negativa d’intendere la grazia o lo stato di grazia: l’assenza del peccato”. “Essa si accontenta di poco, di privilegi: ma il privilegio vuol dire insufficienza o incapacità di farsi amare per se stessi, è una tacita abdicazione al primato dello spirito”.

Mazzolari fu “riabilitato” da Giovanni XXIII e dal Concilio. E il suo messaggio rimane chiaro: è’ questo contrapporre la legge e la verità all’amore che rende il cristianesimo “pesante” e fastidioso. Quando si dà invece alla legge il contenuto dell’amore esso diventa per l’uomo l’affascinante “avventura” della scoperta di se stesso e di Dio. 

 

 

Read Full Post »