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Archive for aprile 2013

Anticorpi

Oggi, festa della Liberazione, più che celebrare un avvenimento, si accorre al capezzale di un ammalato. E’ l’Italia che ha più che mai bisogno di cure per guarire da una lunghissima malattia cronicizzata che ne ha sfibrato profondamente la Costituzione. Malattia che si chiama deculturazione, e quindi sradicamento sistematico dei valori comuni. Dopo la fase acuta, con le sue devastanti conseguenze (caratterizzata da perdita progressiva della memoria storica e da scivolamento verso paludi morali contrabbandate come abilità), in un contesto economico di progressiva recessione, la situazione si è stabilizzata in uno stato soporoso che può evolvere verso la guarigione come invece verso un irreversibile exitus. Occorre allora una reazione immunologica che ravvivi le difese, corrobori l’organismo, rinvigorisca il morale. E questa non può che essere costituita dal ritorno a valori condivisi, dal recupero della memoria, dal richiamo alla comune identità. Dimenticare la lotta di liberazione è come non far ritornare la memoria immunologica lasciando l’ammalato all’aggressione dei micro e macro organismi devastanti. E’ vero che un eccesso di anticorpi può procurare reazioni autoimmuni altrettanto deleterie e non produttive (vedi cellule macrofagiche “pentastellate”); ma un suo difetto, o una pavida reazione ai ritorni virulenti di ducetti muniti di antenne (televisive) può essere la bandiera bianca sventolata da un organismo definitivamente debilitato. La festa della Liberazione accomuni tutti coloro che vogliono veramente una nuova Resistenza. W il 25 Aprile!

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Italia commissariata

Prima ancora della “annunciata” elezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica, vorrei esprimere il mio profondo disgusto per l’assenza di dignità che ha portato i partiti PD, PDL e Lista Civica a prostrarsi al Quirinale per chiedere di essere sculacciati.

Ciò denunzia la mancanza di un guizzo di progettualità, di ricerca del nuovo, di colpi d’ala che rilancino verso il futuro il nostro Paese.

E’ vero, la ricerca di novità richiede sacrificio, competenza, abilità: cose di cui manca un centrosinistra azzoppato da risse interne e un centrodestra avvinto dagli interessi personali del capo.

La vera sconfitta è l’Italia. C’è soltanto da sperare che il commissario Napolitano, una volta assolto il ruolo di dare un governo al Paese, si faccia da parte, ridando alla politica il ruolo che le si addice.

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